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nov
09
2012

IVA AGEVOLATA PER LAVORI IN EDILIZIA E IVA PER I MATERIALI EDILI

da fisco oggi – Il regime agevolato per i lavori di ristrutturazione edilizia prevede l’applicazione dell’Iva ridotta al 10% per le prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, realizzati su immobili residenziali.

Le cessioni di beni sono assoggettate all’aliquota Iva ridotta solo se la relativa fornitura è posta in essere nell’ambito del contratto di appalto. Tuttavia, qualora l’appaltatore fornisca beni di valore significativo, l’aliquota ridotta si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi. Tale limite di valore deve essere individuato sottraendo dall’importo complessivo della prestazione, rappresentato dall’intero corrispettivo dovuto dal committente, soltanto il valore dei beni significativi. I beni significativi, espressamente individuati dal decreto 29 dicembre 1999, sono i seguenti: ascensori e montacarichi; infissi esterni e interni; caldaie; videocitofoni; apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria; sanitari e rubinetteria da bagni; impianti di sicurezza.
Non si può applicare l’Iva agevolata al 10%:
  • ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori
  • ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente
  • alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio
  • alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori. In tal caso, la ditta subappaltatrice deve fatturare con Iva al 20% alla ditta principale che, successivamente, fatturerà la prestazione al committente con l’Iva al 10%, se ricorrono i presupposti per farlo.
 
Per l’applicazione dell’agevolazione dell’Iva al 10%, non è necessario alcun adempimento specifico.
Per tutti gli altri interventi di recupero edilizio è sempre prevista l’applicazione dell’aliquota Iva del 10%. Si tratta, in particolare:
  • delle prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto o d’opera relativi alla realizzazione degli interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione
  • dell’acquisto di beni, con esclusione di materie prime e semilavorati, forniti per la realizzazione degli stessi interventi di restauro, risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, individuate dall’articolo 3, lettere c) e d), del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con Dpr 380/2001.
L’aliquota Iva del 10% si applica, inoltre, alle forniture dei cosiddetti beni finiti, ossia di quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità (ad esempio, porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, eccetera).
L’agevolazione spetta sia quando l’acquisto è fatto direttamente dal committente dei lavori, sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d’opera che li esegue.
IVA AGEVOLATA PER I MATERIALI EDILI Occorre distinguere la tipologia dei materiali edili. Essi, infatti, sono assoggettati a un trattamento differenziato a seconda che si tratti di beni o materiali finiti ovvero di materie prime e semilavorati. Per beni o materiali finiti  s’intendono – secondo quanto chiarito nelle circolari n. 25 del 3 agosto 1979 e n. 14 del 17 aprile 1981 – tutti i beni  necessari alla costruzione di immobili o alla loro ristrutturazione che singolarmente non perdono la loro individualità e non devono costituire parti strutturali dell’opera o semplici ornamenti. Rientrano nella nozione, ad esempio, serramenti – radiatori – sanitari – bagni – materiali per gli impianti elettrici – caldaie e termosifoni. Tali beni sono assoggettati ad Iva al 4% se relativi a:
1) acquisti di beni utilizzati per la costruzione di edifici non di lusso di cui alla legge Tupini
anche effettuati da costruttori e non costruttori (cioè anche in economia);
2) acquisti per la costruzione di fabbricati rurali a destinazione abitativa (voce 24, parte II, tabella DPR 633/72).
Sono, invece, assoggettati ad Iva al 10%:
1) gli acquisti effettuati per la costruzione di edifici assimilati ai fabbricati Tupini
2) gli acquisti per la costruzione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria (voce 127-terdecies, parte III, tabella A Dpr 633/72)
3) gli acquisti per ristrutturazioni – restauro e risanamento conservativo (voce 127-sexies e terdecies, parte III, Tabella A, Dpr 633/72).
Sono soggetti all’aliquota ridotta sia che siano acquistati senza posa in opera o con posa in opera.
Le materie prime e semilavorati sono soggette ad Iva del 20%. In tal caso, alcuni prodotti – quali, materiali per pavimentazione interna ed esterna, materiali per rivestimenti (carta da parati, piastrelle murali, carta, stoffa), materiali inerti (polistirolo, cementi, clinker, tegole, mattoni, manufatti in gesso, cemento, ferrocemento), acciai per l’edilizia – sono soggetti all’Iva ordinaria indipendentemente dal soggetto acquirente.
Per poter assoggettare ad aliquota agevolata la prestazione o l’acquisto di beni, va richiesta al venditore apposita dichiarazione (circolare n. 1/E del 2 marzo 1994,  n. 1023/9516 del 2 maggio 1986, risoluzione n. 396259 del 14 aprile 1984).

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